Il presidente d'Israele invita il Papa 
a visitare il suo Paese

Moshe Katsav assicura che cercherà di accelerare la soluzione delle controversie legali


Il Presidente di Israele, Moshe Katsav, compiendo questo giovedì (17 novembre 2005 ndR) la prima visita ufficiale di un Capo di Stato di questo Paese in Vaticano, ha invitato Benedetto XVI a visitare la Terra Santa.

Dopo l’udienza con il Papa e un incontro con il Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato vaticano, Katsav ha rivelato in alcune dichiarazioni alla stampa, concesse all’aeroporto militare di Ciampino, di nutrire la speranza che questa visita possa aver luogo l’anno prossimo.

Il Primo Ministro Ariel Sharon aveva già invitato nel luglio scorso il nuovo Pontefice a visitare il suo Paese.

Nelle sue dichiarazioni ai giornalisti, il Presidente ha constatato che sia l’udienza con il Papa che la sua riunione con il Cardinal Sodano hanno avuto luogo in un ambiente “cordiale, libero e aperto”.

Il Presidente ha ringraziato Benedetto XVI per la visita alla Sinagoga di Colonia (Germania), nell’agosto scorso, nel contesto della Giornata Mondiale della Gioventù, e per le sue numerose manifestazioni a favore di Israele.

I doni scelti dal capo dello Stato israeliano per il Pontefice sono stati un quadro con le fotografie dei mosaici di una antica chiesa scoperta dagli archeologi nei pressi di Megiddo (l’antica Armageddon, il luogo nel quale secondo l’Apocalisse Male e Bene si scontreranno alla fine dei tempi), i frammenti di un papiro sotto vetro e tre libri sulla storia dei cristiani in Israele. Secondo il Presidente, il Papa ha detto che vorrebbe visitare la chiesa, nella città israeliana settentrionale di Megiddo, vicino al biblico Armageddon, quando si recherà in Israele.

Il Papa ha regalato a Katsav un quadro con la riproduzione della dichiarazione del Concilio Vaticano II “Nostra Aetate”, documento che ha impresso una svolta positiva fondamentale alle relazioni tra ebrei e cattolici, e la riproduzione di uno scritto autografo di Giovanni Paolo II con il discorso pronunciato durante la sua visita ad Auschwitz. Un discorso storico in cui Wojtyla condannava la persecuzione nazista, ricordava la sua esperienza durante la seconda guerra mondiale e rivolgeva alla comunità ebraica parole di amicizia ed affetto. Un regalo simbolico, che il presidente Katsav, prima di congedarsi da Benedetto XVI, ha mostrato di gradire particolarmente. Katsav, con i giornalisti, ha speso parole di soddisfazione per i pellegrini: «Sono benvenuti in Israele e in Terra Santa. Speriamo che vengano sempre più numerosi: le visite dei pellegrini in Israele costituiscono un contributo molto serio al processo di pace in Medio Oriente, stabilendo un’ottima atmosfera di pace, di cooperazione, di riconciliazione fra ebrei, cristiani, musulmani».

L’udienza è durata circa 25 minuti e al termine il Presidente, che era accompagnato dalla moglie, ha presentato in tedesco il suo seguito al Papa.

Per quanto riguarda i rapporti con la Chiesa, Katsav ha rivelato ai giornalisti che farà tutto il possibile per “accelerare” la soluzione delle controversie sulle proprietà della Chiesa in Israele.

Undici anni dopo aver stabilito relazioni diplomatiche con Israele, la Santa Sede continua a sperare che lo Stato metta in pratica l’annunciato impegno di riconoscere la personalità giuridica delle istituzioni cattoliche nel Paese.

In varie occasioni, organismi di giurisdizione israeliani hanno negato valore esecutivo al “Fundamental Agreement” che regola i rapporti Stato-Chiesa, e l’anno scorso il Governo ha manifestato alla Corte Suprema di Israele di non riconoscere gli obblighi derivanti dall’“Agreement”.

Il Vicedirettore dell’Ufficio Stampa della Santa Sede, padre Ciro Benedettini, C.P., ha spiegato che nel corso degli incontri avuti con il Presidente israeliano in Vaticano “sono stati esaminati i rapporti che si sono sviluppati fra Israele e la Santa Sede, dopo l’inizio delle relazioni diplomatiche fra le Parti nel 1994”.

“Particolare attenzione è stata data all’attuazione dei due Accordi finora sottoscritti fra Israele e la Santa Sede: il Fundamental Agreement del 1993 ed il Legal Personality Agreement del 1997”, ha affermato il portavoce vaticano.

“Circa l’attuale situazione in Terra Santa, è stata nuovamente esposta all’Illustre Ospite quale sia la posizione della Santa Sede favorevole all’esistenza ed alla collaborazione fra i due Stati, Israele e Palestina”, ha aggiunto in una nota.

“Una parte importante del colloquio è stata pure dedicata alle possibilità di una più intensa collaborazione nel campo umanitario, specialmente in Africa, come pure nel settore culturale”, ha concluso padre Benedettini.


v.anche:
Appello per Betlemme
Implicazioni della visita di Katzav in Vaticano
Attese sulla visita di stato del presidente Katzav
Le ragioni di una crisi

| home | | inizio pagina |