ben.jpg (40112 byte)

Renzo Fabris, chiude la sua chiara e sentita presentazione di questo libro di Ben-Chorin, con un brano dello stesso autore, tratto da un’altra sua opera. Anche noi vi proponiamo la lettura di queste coinvolgenti parole:


"...io mi sono avvicinato sempre più alla figura di Gesù, quanto più sono avanzato sul sentiero della vita. A ogni svolta di questo cammino, egli si ergeva e continuamente mi poneva la domanda di Cesarea di Filippo: Chi sono io?
E ogni volta io dovetti parlargli e rispondergli. E sono sicuro che egli continuerà a fare la strada comune, finché io sono in cammino sulla mia strada, e che egli mi verrà sempre incontro, come egli - secondo la leggenda - venne incontro a Pietro sulla via Appia, e come, secondo la testimonianza degli Atti degli apostoli, ha incontrato Paolo davanti a Damasco. 
Sempre e sempre lo incontro, sempre e sempre dialoghiamo, avendo in comune l’origine ebraica e la speranza ebraica del regno.
E da quando io dall’Europa cristiana sono venuto a risiedere nell’ebraico Israele, egli mi è venuto ancora più vicino, perché io vivo nella sua terra e tra il suo popolo, e i suoi detti e le sue parabole mi sono così vicini e pieni di calore umano, come se tutto ciò fosse accaduto qui, oggi. 

Quando io nel banchetto pasquale sollevo il calice e spezzo il pane non lievitato, allora faccio quel che egli ha fatto, e so di essergli più vicino di qualche cristiano che celebra il mistero dell’Eucaristia in modo del tutto staccato dalla sua origine ebraica".

Home