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2000 Un’iniziativa tutta italiana. Questa collocazione vuole mettere in evidenza il legame privilegiato che intercorre tra ebraismo e cristianesimo. Non a caso, il tema scelto per la prima celebrazione della Giornata, fu: "La radice ebraica della fede cristiana e la necessità del dialogo". Il Catechismo degli Adulti (CdA), della Conferenza Episcopale italiana, afferma: "Israele è la radice santa, dalla quale si sviluppa il cristianesimo; è l'olivo buono, sul quale vengono innestati i pagani, perché portino frutto" (Cap.11,5). La conoscenza e l’approfondimento di questa "radice santa" è la base indispensabile per un autentico sviluppo del dialogo ebraico - cristiano, e per una sempre maggiore comprensione della specificità di ognuno. "Noi cristiani dobbiamo considerare non solo l’antico Israele, ma anche gli sviluppi dell’ebraismo post-biblico; il giudaismo rabbinico e la sua feconda tradizione etica e giuridica; la Qabbalah, mistica dell’unità, in cui confluiscono speculazione cosmologica, allegoria biblica e attesa messianica; il chassidismo, religiosità semplice, intensa e gioiosa; infine le correnti moderne, come l’ebraismo ortodosso e quello riformato. La diversità va presa sul serio e rispettata." (CdA, Cap.11,5). Pur non identificandosi, cristiani ed ebrei non si escludono, né si oppongono, ma sono intimamente legati tra di loro. Istituendo questa giornata, i vescovi italiani, primi al mondo, hanno voluto creare una ulteriore occasione di riflessione e di mutua conoscenza e stima tra cristiani ed ebrei, in sintonia con la svolta del Concilio Vaticano II, dopo secoli di pregiudizi e di persecuzioni da parte cristiana nei confronti degli ebrei. Non è quindi una giornata per la conversione degli ebrei, come erroneamente potrebbe pensare qualche "pio" cristiano, ma è soprattutto un’occasione privilegiata per "ascoltare Israele" che parla di sé, della sua specificità e vitalità, come insegnano i documenti magisteriali. " È dunque necessario (...) che i cristiani cerchino di capire meglio le componenti fondamentali della tradizione religiosa ebraica ed apprendano le caratteristiche essenziali con le quali gli ebrei stessi si definiscono alla luce della loro attuale realtà religiosa" (Orientamenti e Suggerimenti, del 1975). Per risalire all’origine di questa giornata che tanti frutti buoni ha prodotto nel tempo, diamo qui di seguito il testo integrale della lettera d’indizione, datata 30 ottobre 1989, a firma di Mons. Ablondi.
I temi di riflessione proposti di anno in anno, sono stati materia di studio e di conferenze a diversi livelli, contribuendo non poco alla crescita del dialogo ebraico - cristiano. Resta però da vedere come e quanto il senso genuino di questa giornata straordinaria, con la ricchezza dei suoi contenuti, venga trasmesso ai cattolici che frequentano le catechesi parrocchiali e le assemblee domenicali. Sarebbe davvero un'occasione perduta per la pastorale diocesana, se la Giornata del 17 gennaio, col suo significato profondo, rimanesse nell'ambito degli "addetti ai lavori", e di pochi altri privilegiati. Lo sviluppo del dialogo fra i cristiani e i loro “fratelli maggiori” ebrei è affidato soprattutto all'impegno apostolico dei pastori che sentono il dovere pressante di trasmettere a tutti i fedeli il senso e i contenuti di questa giornata speciale voluta e promossa dai nostri vescovi. Vittoria SCANU | Home | | inizio pagina | |